mysterius g-spot. oh my gosh!
lo so, è un argomento troppo facile da trattare. giuro, ci ho provato a non interessarmene, ma la tentazione è stata troppo forte. esisterà davvero il punto g? che diavolo è il punto g? dove è situato il punto g? credetemi, non ci ho dormito per notti intere (??) e poi, quasi per caso, ecco qui la risposta: il punto g (o “the mysterious g-spot” come afferma il times) non esiste. lo affermerebbe uno studio condotto dall’autorevole king’s college of london su 1800 donne inglesi. andiamo per gradi. la ricerca è stata pubblicata su the journal of sexual medicine (l’articolo è a pagamento ma qui potete leggere l’abstract) e praticamente tutto il mondo a partire da un articolo del times e della bbc (anche io, ok, va bene… non siate così pignoli…) lo ha rilanciato.
two-zero-one-zero
apoteosi di buoni sentimenti per il nuovo anno. non crediate: resto il cinico di sempre, ma insomma per un giorno possiamo anche fare un sforzo. sai che sforzo: basta guardare in un telescopio, proprio sotto alnilam alnitak e mintaka. non proprio in mezzo, ma leggermente in basso a destra. è proprio lì sotto la cintura di orione. come come? non l’avete mai vista? provate con wikisky. dai su! un piccolo sforzo. ci siete? bene, lì c’è m42, una delle nebulose diffuse più belle da vedere in ottico. proprio in quella zona ci sono un sacco di patate di materia (globuli di bok), pianeti in formazione, ed idrogeno bollente a iosa.

carnevale della fisica #2
cari amici vicini e lontani… allegria! nunzio vobis gaudium magnum: habemus carnevalem! son troppo pomposo? felice? incredibilmente gaudente? per forza! dopo aver dedicato una intera trasmissione fotonica ai carnevali carnevaleschi, come potevo non essere entusiasta di essere il secondo in scala temporale ad ospitarlo? a proposito di radio: se va la foste persa qui ci siamo io claudio e carlo on-air…

tokamak? wtf??
la prenderò larga. c’era una volta cappuccetto rosso che camminava nel bosco. era una simpatica bambina, un pò stupida in realtà, che pensava che il mondo fosse bello, perfetto, e che tutti fossero buoni. mentre portava un pò di focaccia ed una bottiglia di vino alla nonna, incontrò un lupo cattivo travestito da ometto buono. il lupo disse a cappuccetto “fidati di me“. lei si fidò, e il lupo ne fece un sol boccone.
ogni riferimento a persone cose animali città fiumi governi marche di automobili che cerchino di limitare la nostra gioventù è puramente e volutamente caUsale.
sarà sfuggito a molti, lo so, ma il nostro governo, presieduto dal leader del partito dell’amore, ha lasciato trapelare i siti italiani dove verranno installate le future centrali nucleari di terza generazione. ma mentre da una parte si discuteva come far energia con quel poco uranio rimasto sulla terra, pochi giorni prima a padova si riunivano i maggiori cervelli internazionali per discutere del nucleare a fusione.

i like silence but…
ok, si è vero. questo blog è stato silente per un pò. ma che ci volete fare. sono qui qui e qui. e a forza di parlare, scrivere, registrare e montare, di tempo ne ho veramente poco. non crediate però che la mia nerditudine diminuisca con l’andar del tempo. anzi. qui l’entropia aumenta sempre più, ed è sempre tutto un casino. mi è stato affidato l’impegnativo ma anche arduo compito di curare il secondo mese del carnevale della fisica (non sapete cos’è? penitenziagite ed andate qui). pertanto quindi dunque, le mie scorribande scientifiche torneranno a popolare queste pagine. vi mancavo eh? dite la verità! (niente insulti please…)

e giusto per (ri)cominciare festeggio – anche da solo se necessario – il nuovo record di lhc. alla faccia degli uccelli che lasciano briciole di pane. cin cin caro higgs!
iss and twitter
dite la verità: il vostro sogno nascosto è sempre stato quello di seguire la stazione spaziale internazionale passo per passo (n.d.r si certo come no). avete scaricato qualsiasi tipo di programma tracker, siete sempre connessi sul sito della iss, e guardate sempre al cielo per trovarla. volete smetterla di essere old? fate tutto invece in stile web 2.0 ed iscrivetevi a twisst. è meraviglioso.

corot-7b, 1st rocky exoplanet
citando la mitica smorfia di DeCaro – Troisi – Arena mi piace cominciare così: annunciazione annunciazione! ce l’hanno fatta! è stato finalmente scoperto in primo pianeta roccioso orbitante attorno ad una stella esterna al nostro sole. si chiama corot-7b (n.d.r prende il nome dalla missione francese che lo ha scoperto… non dall’artista corot), ed è il primo pianeta di cui finalmente sono note sia la massa che il raggio. è grande quasi cinque volte il sole, orbita ad una distanza di quasi due chilometri e mezzo dalla sua stella natia, e ci mette quasi 20 ore per fare un giro intero attorno a lei.
oh, urge spiegazione. un esopianeta è tecnicamente un “pianeta esterno al sistema solare”, il primo fu scoperto nel 1995 da mayor e queloz, sono oggetti interessantissimi, e fino ad ora ne sono stati scoperti in totale più di 700. bene e quindi? eh, abbiate pazienza. gli strumenti che avevamo fino ad ora non ci permettevano di vedere pianeti piccoli, di dimensioni simili alla terra, ma pianeti grandi, di dimensioni simili a giove. continuo a non capire… duri di comprendonio eh? facciamo fiunta che voi abbiate nella vostra stanza una bella luce (da lampadina per intenderci). ce l’ho, continua… ora prendete una bella pallina da tennis, e mettetela davanti… si sta creando un’ombra o no? sei un genio proprio… certo che si crea un’ombra! bene, me ne compiaccio. il fatto che si crei un’ombra vuol dire, tecnicamente, che se avessi uno strumento per calcolare la luminosità, vedrei l’intensità luminosa calare nel momento in cui pongo la pallina da tennis fra me e la lampadina. giusto? si giusto, fai poco il saccente please! ok, ora fate finta di allontanare sempre di più sempre di più la lampadina da voi, fino a che di quella luce, non vedrete che un puntino luminoso. quando diventà “altamente visibile” il calo di lumonosità? boh, sei tu lo scienziato… (magari lo fossi…) il calo di luminosità diventa visibile se e solo se il corpo che gli metto davanti non è più la pallina da tennis, ma un oggetto molto più grande, quande poco meno della “stella” che mi sta inviando luce. in soldoni questo è il motivo per cui fino ad ora erano stati scoperti grandi eso-pianeti gassosi e non piccoli esopianeti terrestri.
scusa e allora? perchè mò è stato scoperto il pianeta terrestre? perchè il satellite che l’ha scoperto, corot, calcola non solo la luminosità della stella, ma anche se sue micropulsazioni (come il rasoio gillette), e quindi calcola molto più finemente quando, con che periodo e con che intensità cala la luminosità della stella. ok, facciamo finta che mi hai convinto … che altrimenti non la smetti più… ah. nota a margine: lo scopritore del pianeta si chiama didier queloz. ed è lo stesso queloz che nel 1995 aveva scoperto il primo esopianeta, in orbita attorno alla, ormai storica, stella 51 pegasi. non è meraviglioso??
contento te…
darwin centre in london
ecco lo sapevo. londra è sempre la città che mi stupisce di più. ed infatti, dentro il mitico natural history museum, hanno appena aperto il nuovo darwin centre, tutto dedicato (indovinate un pò?) a charles darwin. ho guardato un pò di foto e me ne sono già innamorato. uffa. è possibile avere sempre un nuovo motivo per volare verso stansted? (si, è possibile…)
mi-rna against cancer
ok, le notizie non possono sempre lievi e leggere. di tanto in tanto capita di trovare un titolo che non si vorrebbe leggere, o un articolo che non si vorrebbe sfogliare. eppure, sapete, nella comunicazione della scienza, qualcuno dice che sono proprio le informazioni di medicina e genetica a doverla far da padrone. sarà, ma a me sembrano interessanti tutte allo stesso modo… cmq, tornando a noi, la notizia su cui mi sono imbattuto sembra un tantinello interessante. prima di tutto perchè si parla di un signore che fino a poco tempo fa si pensava neanche esistesse. secondo perchè investe una sua funzione di cui, udite udite, non si pensava fosse dotato. partiamo dal principio. 13,5 miliardi di anni fa… no troppo principio…
un tempo si pensava che il nostro dna fosse diviso in compartimenti stagni. alcune sezioni erano adibite a fare proteine, altre sezioni erano semplicemente adibite a fare niente (n.d.r gli esoni, gli estroversi che comunicano; gli introni, quelli introversi che non comunicano). sembrerà strano, ma questo era proprio quello che si studiava sui banchi di università. poi nel 2001 sono stati scoperti i micro-rna che invece investono proprio quella parte che nel dna sembra proprio non fare niente (n.d.r il junk dna). sono formati da 20-22 nucleotidi, sono importantissimi per la trascrizione genica e per la creazione delle proteine, e per ora ne sono stati scoperti ben 500. ecco, non la vorrei fare complicata, ma potrebbero essere anche rna ripiegati su stessi. vi ho confuso le idee? giuro non volevo…
ce ne sono quattro in particolare che ci interessano: miR-21, miR-210, miR-155 e miR-196a. subrata sen, del dipartimento di molecular pathology, sul numero di settembre di “cancer prevention research”, pubblica un paper molto interessante sull’insorgenza del tumore al pancreas. il nodo è questo: visto che gli mi-rna trascrivono informazione, e che sono responsabili di quello che avviene, in ultima analisi, nella creazione di “robe” nel nostro corpo, alcuni di essi potrebbero essere responsabili anche dell’insorgenza di alcune malattie. i quattro mi-rna di cui sopra, secondo sen, sono responsabili dell’insorgenza del tumore pancreatico, e trovarli tutti insieme nel sange potrebbe essere utile per una futura prevenzione di questa malattia (n.d.r per altro fino ad ora poco curabile).
che dire altro. è la scienza, bellezza.

