e ora son due…

Pubblicato: 2011/08/29 in jolek

la scienza che amo

Pubblicato: 2011/05/18 in jolek

conosco i ragazzi di formicablu da un pò di tempo, da quando al vag61 organizzammo, insieme ad elisabetta, gli aperitivi scientifici. poi cominciò il fotone, e conobbi mala durante la conferenza di stephen hawking a padova. e poi si è a bologna, di gente che comunica la scienza ce n’è poca, e ci si conosce tutti. poco dopo il terremoto aquilano cominciarono a lavorare alla produzione di un cortometraggio intitolato “non chiamarmi terremoto“. prima la produzione, poi una raccolta fondi dal basso, poi le proiezioni pubbliche, poi la rete. ho appena finito di vederlo e c’è davvero tanto cuore in quei 30 minuti. ecco, proprio questo serve alla scienza: uscir fuori dalla nicchia ed essere utile a tutti. bravi ragazzi, siete stati straordinari.

sorry for this 3/3

Pubblicato: 2010/11/16 in jolek
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la giornata tipo nel tendone. riunione ore 8 e mezza con le priorità della giornata. ore 9 arrivo delle classi. 1h di pausa pranzo + 1h di pausa. pomeriggio con il pubblico generico. chiusura ore 20.

il bacino d’utenza più importante per ogni festival scientifico sono le scuole. quei bambini e ragazzi che entreranno all’interno di una manifestazione di divulgazione scientifica dovranno uscir da lì consci del significato che ha la scienza nelle loro vite, incuriositi dagli esperimenti scientifici, e stimolati nel coltivare le loro curiosità una volta usciti dal festival. comunicare bene la scienza alle scuole (e, più in generale, ai bambini e ai ragazzi) vuol dire saper fare il proprio mestiere

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sorry for this 2/3

Pubblicato: 2010/11/16 in jolek
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un altro exibit dedicato a come risparmiare energia in casa ed eliminare co2 in atmosfera (alla faccia di ogni considerazione su “dove” davvero si produca la co2), un altro exibit sulla costruzione “interattiva” di una o più centrali elettriche (poche spiegazioni scientifiche anche qui, of course) e un altro, chiamato confidenzialmente il “kinder garden“, con tanti cartoni animati per i più piccini sulle energie alternative. ad un’occhiata esterna e superficiale, sembra tutto molto fashion e cool. schermi interattivi, luci a led, suoni, colori, sguardi sorridenti. ad un’analisi più approfondita si rivela invece uno specchietto per le allodole, dove le allodole (noi utenti) verranno attratte dallo specchio (gli exibit) per essere indottrinate su quanto l’ex azienda di stato (enel) bella e buona sia. in fondo è destino del “brand” essere brand. non trovate?

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sorry for this 1/3

Pubblicato: 2010/11/14 in jolek
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ma cosa fai? sputi nel piatto in cui mangi? ma non ti vergogni? ma non vedi che grande azienda è? guarda che sei piccolo rispetto a loro, non ti conviene stare al tuo posto?

guardare le cose da dentro a volte aiuta. aiuta a guardarsi indietro, aiuta a far fuoco sull’attuale, e, sopratutto, aiuta a guardare il futuro. ho imparato a mie spese che il mondo è fatto a strati e a livelli. lo strato superiore opera, decide, e comunica. lo strato inferiore guarda e decide se apprezzare o no le azioni di chi sta sopra. nell’opzione in cui lo strato inferiore non dovesse apprezzare le decisioni dello strato superiore, indovina indovinello, la decisione verrà presa ugualmente. le grandi aziende questo lo sanno. ma poiché sanno già a monte di aver vinto (chi ha soldi e potere comanda questo mondo), non contente, vogliono stravincere. per stravincere devono solo fare una cosa: convincere lo strato inferiore che le azioni operate dallo strato superiore sono oneste e sagge. in una parola sola: fare marketing.

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problem solved

Pubblicato: 2010/09/22 in jolek
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is staying in this nice, safe, breaker when you can see is still alive
thank you very much

the truth (…my truth)

Pubblicato: 2010/09/19 in jolek
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uno degli assunti base della comunicazione (scientifica e non) è che la comunicazione non si debba occupare di comunicazione ma si debba occupare di comunicare il comunicabile. l’abbiamo accettato come un dato di fatto, come una tavola della legge scritta a fuoco sulla pietra che non si può cancellare. pochi in italia lo fanno, ma quelli che lo fanno ne parlano fra di loro in convegni settoriali, dibattiti, e mailing lists. perchè lo fanno? perché, secondo il principio base della comunicazione, il comunicatore deve sperimentare nuove forme di comunicazione, parlarne, diffonderle, ma, badate bene, solo fra esperti nel campo della comunicazione. questo concetto ce l’ho nella testa fisso, scolpito. è come un cimelio della nonna a cui sei affezionato ma di cui ti vuoi al più presto liberare.

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